venerdì 26 febbraio 2010

Agenzia matrimoniale

divx, 26/2/2010


"Agenzia matrimoniale" fa parte delle briciole sparse qua e là da Fellini nei suoi tanti anni di cinema. Episodi in cui spesso si lascia andare più che nei suoi lungometraggi, si abbandona alle bizzarrie, incrocia i generi con grande senso dell’umorismo, non si preoccupa quasi mai di centrare il bersaglio.

"Agenzia matrimoniale" è considerato uno dei suoi momenti meno riusciti. Nato per adesione a un progetto fallimentare di Zavattini di film a episodi, vibra di corde insolite e dissonanti.

Il tocco del maestro è nell’eleganza dei movimenti macchina già precisi, incisivi, riconoscibili. Nel talento per la caratterizzazione fisiognomica.

Ha un inizio che ricorda un segmento de “Il processo” di Kafka, col protagonista sperduto in questo labirintico condominio. Non in cerca di un tribunale bensì di un’agenzia matrimoniale.

E’ la parte migliore. Dona un tocco surreale all’intera faccenda, la sprofonda con un piede in una piccola vertigine. Ma non c’è l’angoscia in questo primo ventre di case. L’atmosfera romanesca, popolare conduce senza fretta allo sbocco narrativo . Dopo di che l’episodio rivela la sua natura grottesca e la sua inconsistenza. Un gioco, nient’altro. Incomprensibile, come incomprensibile è il motivo che spinge il giovane protagonista a inventare l’esistenza di un amico malato di una stranissima malattia in cerca di una moglie.

C’è un tocco patetico e dolce nella seconda metà, una strizzata d’occhio verso il discorso sociale che però pare al tempo stesso una burla. Insomma tutto sembra una presa in giro, una barzelletta triste, una favola sgangherata, beffarda e tenera che lascia interdetti e per questo alla fine scontenta. Un episodio piacevole e segreto del primo Fellini, quando ancora non era ancora un monumento e forse poteva permettersi passi falsi e leggeri.

Da segnalare per la prima collaborazione con Gianni Di Venanzo, uno degli ultimi grandi maestri del bianco e nero in Italia, futuro direttore della fotografia di “8 ½” e “Giulietta degli spiriti”.

Nessun commento:

Posta un commento