lunedì 5 aprile 2010


Happy family
Cineland. domenica 4 aprile 2010. ore 22.30.
Durante la cena che è al centro del film qualcuno chiede al protagonista che lavoro faccia. E lui, che in realtà è un giovane senza bisogno di lavorare per merito di una cospicua eredità paterna, risponde: "Racconto storie". Proprio così: " Racconto storie" e non "sono uno scrittore, uno sceneggiatore, un drammaturgo" o qualsiasi altra specializzazione dell'arte di narrare.
Questo suscita lo stupore dei presenti che gli chiedono, per testare le sue qualità, di inventare subito una storia per loro.
Dimostrazione implicita del fascino che da sempre esercita il racconto presso chiunque. Ma la storia è una promessa da mantenere fino in fondo.
Molti sono gli ostacoli che si presentano al narratore. Primo quello di deludere il suo pubblico, di perdere la sua attenzione, di abbassare di troppo la soglia della cosiddetta sospensione di incredulità, di farlo disaffezionare ai suoi personaggi.
Ma Salvatores gioca a moltiplicare i piani della sua narrazione. Così il film è la storia di una sceneggiatura in fase di scrittura da parte del protagonista , che finisce per avere un ruolo centrale nella storia da lui stesso scritta. E ci rivela la natura intima del legame che ci unisce ai personaggi di finzione. Sono come noi e chiedono soltanto, dopo tante peripezie, di vivere e morire felici e contenti.
Siamo nell'ambito della commedia. Il tono è leggero e punta soprattutto a divertire con ogni mezzo. Mistifica, addolcisce, ricorre a impennate nel grottesco e arriva al suo lietissimo fine. Ma rivela la falsità dell'impianto e il nostro bisogno compulsivo di sentirci ingannati di nuovo e soddisfatti. Fa una dichiarazione d'amore al valore delle storie e al piacere di narrarle.
Soprattutto svicola con grande intelligenza tutti i luoghi comuni in cui poteva cadere.
L'incontro per cena tra due famiglie diverse può rivelarsi piacevole ogni altra aspettativa. Le barriere tra le classi sociali possono crollare nell'arco di una serata. L'iberi dai pregiudizi, la conoscenza dell'altro può arricchire e portare sviluppi imprevisti nella nostra vita. L'omosessualità di un figlio può essere qualcosa da riconoscere e accettare senza traumi. La malattia e la morte possono essere vissute con serenità. Attori diversi per età, tonalità e percorsi possono convivere insieme senza pestarsi i piedi l'uno con l'altro. Anche un comico e una ex-conduttrice televisiva possono essere ottimi attori di cinema, duttili ed espressivi. Milano può essere una città bellissima, romantica e piena di sole.
Ogni possibiltà di conflitto nel film si scioglie con facilità e si scivola via dai drammi e dai toni sovraeccitati di troppo cinema italiano. Si recupera la capacità di sorridere e la recupera anche Salvatores, dopo le ultime prove cupe e non sempre soddisfacenti.

Nessun commento:

Posta un commento