giovedì 9 settembre 2010

Somewhere

Ieri sera la partita era tra Sofia Coppola e Stallone. Non ci ho pensato molto e ho scelto la Coppola. Una volta in sala ho notato la differenza. Stallone fa film d'azione, la Coppola no. Nel senso che i suoi sono film senza movimento. I suoi protagonisti non fanno gesti eclatanti. Fanno le cose comuni di tutti gli esseri umani se gli punti di nascosto una macchina da presa addosso. Fumano, bevono birra, dicono stupide frasi. Guidano senza meta. Perdono tempo e le cose importanti non accadono mai come nei film. Mica tutti stanno sempre a urlare, a correre, a dire frasi memorabili e intelligenti. La vita è noiosa, baby. La vita di una star forse lo è ancora di più. C'è sesso, ma sempre con sconosciute molto disponibili. e solitudine. C'è vuoto e pieno. La luce dei riflettori e quella della lampadina sul comò.
La vita del protagonista gira a vuoto come la sua Ferrari nella prima inquadratura. Quattro lunghi giri circolari senza andare da nessuna parte. Così è il film.
Anche il lusso, lo sfarzo della migliore suite di un albergo con piscina privata o una macchina sportiva, o il lusso di poter perdere tempo tutto il giorno è migliore se te lo puoi godere con qualcuno di speciale accanto. Nel caso del film la figlia undicenne del protagonista.
Ma anche "Somewhere" è un film per chi il lusso del cinema se lo può permettere. Come nei giorni più immobili dell'estate i film della Coppola vivono per raccontare quell'unica brezza improvvisa. Sono sismografi sensibilissimi per le frequenze di più bassa intensità.
Ma se cercate un po' più di movimento non vi biasimo. "The expendables" è nella sala accanto. Potreste trovarci anche me la prossima volta.

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