martedì 21 dicembre 2010

Penultime visioni

La pigrizia e una scarsa capacità di concentrazione mi hanno tenuto lontano da questo blog. Molti sono i film visti in questo periodo e di cui avrei voluto parlare. Ho scritto parecchio, sottotraccia, senza mai riuscire a chiudere un ragionamento che valesse la pena pubblicare.
Faccio una breve lista della spesa nella speranza di rimediare.

"Maledetto il giorno in cui...", "Compagni di scuola" e "Al lupo al lupo". Verdone è come una tisana purificante. E' un autore che mette l'intelligenza al servizio del film e non viceversa. Fa un cinema popolare, dalla parte del pubblico, che non lascia sensi di colpa dopo la visione. Se uno studente di cinema prendesse a modello lui piuttosto che Godard ne guadagnerebbe in buonumore e senso della realtà. Questi tre film appartengono al suo periodo malinconico. Tracciavano la rotta verso un discorso più maturo e ambizioso, lasciato troppe volte in sospeso. Non sono perfetti, ma a Verdone si può perdonare quasi tutto. Amare il suo cinema fa sentire parte di una grande comunità. Di recente ha compiuto sessant'anni. L'anagrafe ha tradito l'eterno ragazzo.

"Stregati" di Francesco Nuti è un film che mi ha stupito molto. Vorrei dire bellissimo ma mi freno. Non è una vera commedia ma un film di sensazioni e atmosfere legate alla notte. A metà strada tra il sogno e la veglia, la poesia e il ridicolo, Marlon Brando e Charlie Chaplin, Dario Argento e Meg Ryan, "Le notti bianche" e "Amici miei". Surreale, malinconico a volte stupido ma pieno di ambizione. Sostenuto da una fotografia magistrale che gli regala immagini bellissime, dall'ambientazione genovese davvero insolita nel cinema italiano, da musiche malinconiche scritte per l'occasione e da una Ornella Muti in stato di grazia.
Vedetelo di notte, da soli, quando le vostre difese critiche del cazzo si sono abbassate e poi ditemi se non ho ragione io.

"La donna della mia vita". Caruccio, pettinato, intelligente e vestito bene ma insopportabile. E' una questione di carattere che mi rende indigesto questo film di Lucini. Fasullo come un aperitivo per un romano in cerca di una rosticceria a Milano. Soggetto di Cristina Comencini che si cimenta in un'altra storisa sui "segreti di una famiglia" stavolta in chiave di commedia.

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