domenica 18 settembre 2011

tre nuovi film italiani

C'è un momento ad Agosto in cui si comincia a disarmorare del cinema. Troppo squallide quelle sale deserte, quella programmazione scadente. Brutti horror, commediole, scarti di una intera annata.
Si torna un poco a respirare adesso.
Il festival di Venezia è l'occasione per mandare in concomitanza nelle sale qualche nuovo film, il più delle volte italiano. Nessuno lo dice ma a dispetto dei grandi premi c'è sempre qualche film italiano che si aggiudica qualcosa, magari un riconoscimento all'attore, qualche targhetta di secondo piano. Sembra un imperativo neanche tanto segreto che non si possa lasciare la nostra produzione a bocca asciutta come se il festival non fosse "internazionale". Brutta cosa i festival, brutta cosa i premi. Beato il paese che non ha bisogno di premi o di vincere in casa a tutti i costi.
Alla fine Crialese si aggiudica una menzione speciale. Il suo film, "Terraferma", è davvero molto bello. Rispetto ai suoi precedenti mi sembra il più regolare. La storia c'è, ha uno sviluppo quasi classico. Si concede qualche stravaganza ma ha una messa in scena rigorosa e una buona direzione degli attori. E' un film solido e ben fatto che non sfigura affatto rispetto ad altre produzioni straniere.
Tutto un altro discorso per altri due film italiani passati per il Lido.
"L'ultimo terrestre" è una pellicola di ordinaria disperazione di provincia, dal gusto salato e in fuga verso la fantascienza. Film originale a tutti i costi, a tratti interessante, che oscilla tra dolcezza e inquietudine, centrato su un personaggio represso e misogino che strappa una parziale compassione e qualche sorriso colpevole. Interessante quando sembra deludere ogni aspettativa dello spettatore, povero nei ritagliare secondarie figure di cartone, quasi convenzionale nelle conclusioni.
Cerca di rimediare a evidenti limiti e difetti di forma facendone una cifra stilistica ma resta un film minore. Non basta qualche stravaganza a sollevarlo di molto al di sopra della mediocrità.
"Cose dell'altro mondo" è il peggiore dei tre. Brutto, sciatto. Scritto, girato, fotografato e recitato male. Ha solo una buona idea di partenza ma è presa in prestito da un film straniero. Il resto è un film che avanza a fatica e non sa neanche finire. Un insieme di cattivo gusto, pochezza di idee, di discorsi che non incidono.
Spicca solo Abatantuono, vulcanico come sempre.
Mastandrea narcolettico, sembra capitato nel film per sbaglio. Un ruolo ridicolo che neanche in un cortometraggio amatoriale.
Sono le tette della Lodovini a ricordarmi per assurdo che cosa manca al cinema italiano di oggi. Qualcosa in più, una misura abbondante, un minimo di eccesso, il gusto per lo scandalo, un incantesimo per restare incollati allo schermo. Poi soprattutto mancano le donne vere. Abbiamo un vivaio di giovani attrici, anche apparentemente per bene e dotate, relegate a ruoli da gatte morte. Agli sceneggiatori di un tempo fu consigliato di tornare a prendere l'autobus per riprendere contatto con la realtà. Non so cosa consigliarvi oggi ma tornate a descrivere le donne come si deve, levate loro di dosso questa polvere da fiction, questa aridità di sentimenti, questa ambiguità troiesca convenzionale. Rendetele per favore qualcosa in più di distributori a gettoni di sorrisi e ammiccamenti affettuosi. Le donne del cinema italiano contemporaneo sono noiose.