venerdì 3 febbraio 2012

C'è sempre nella vita di un blog un momento di crisi. La cosa più divertente, a pensarci, è che se la crisi, parola dell'anno a quanto pare, mette ansia e fa calare un velo nero sul modo di percepire i nostri orizzonti la crisi di un blog è qualcosa da vivere con la massima indifferenza e spensieratezza.
Nessuno obbligo da adempiere, nessuno standard da mantenere. A scrivere un blog si perde solo un poco di tempo e di reputazione, e se ne abbiamo creato uno vuol dire che potevamo benissimo permetterci di perderne un poco.
Si può non scrivere perchè non si ha voglia: di condividere, per esempio; ma anche perchè non si ha molto da condividere. Nel mio caso devo avere qualche recente difficoltà a mettere le parole in fila. Cioè un problema a voler affrontare un ragionamento ulteriore sul film appena visto, qualcosa che vada appena al di là del "sì, mi è piaciuto" oppure no.
C'erano bei film nelle sale nelle settimane passate. Ho perso "Shame" e "The artist", forse riesco a rimediare. Ho visto "Le idi di Marzo" e "J.Edgar" e come al solito sono rimasto impressionato dalla capacità del cinema americano di lavare in pubblico i propri panni sporchi senza rinunciare all'intrettenimento. Il film di Clooney in particolare mi è piaciuto molto per una ragione davvero elementare. E' ben scritto, è pensato per un pubblico intelligente o almeno interessato, è ben confezionato. I film così si lasciano guardare dall'inizio alla fine, rapiscono l'attenzione e non affaticano.
Ho un modo differente per valutare se un film in sala mi è piaciuto: non deve farmi venire il mal di testa, non deve farmi venire il mal di schiena, deve vincere i sintomi dell'incontinenza che mi costringerebbero a fare alzare tutta la fila per permettermi di raggiungere i bagni. Certo non è proprio un metodo valido perchè ci sono varianti personali da considerare tipo la stanchezza, la posizione in sala, il tipo di poltroncine, l'assunzione di liquidi prima della proiezione, i miei vicini di posto...

... a proprosito di  vicini di posto.
Sono andato a vedere "La talpa" in quel multiplex davvero infame che è Cineland (Ostia, Roma).
Saremo stati quindici al massimo, tutti compressi nelle ultime due file e con una sala vuota davanti a noi. Anche in questi casi, con quindici minuti di prologo pubblicitario, c'è sempre qualcuno che riesce ad arrivare a film iniziato e pretende il suo posto numerato che è occupato dalla persona sbagliata o da un mucchio di cappotti.
Ma quello che è peggio sono i soliti maleducati che chiacchierano tutto il tempo. I ragazzini che devono esternare la loro incapacità di apprezzare un film; quelli che hanno la presunzione di parlare a nome di tutti ( "questo film è una boiata pazzesca!"- e tu, perdonami, sei davvero un coglione); gli enciclopedici, quelli che "ah ,questo è l'attore di... quest'attrice ha fatto..." che però di solito si azzittano dopo cinque minuti ( a volte rientro in questa categoria); per chiudere con i vecchi, presenti soprattutto nelle proiezioni pomeridiane nei cinema al centro di Roma, e le signore che commentano divertite, scandalizzate, annoiate ogni situazione del film come fossero nel salotto di casa loro.
Ho escluso i bambini, devo dire che è raro che andiamo a vedere gli stessi film.
Per tutti gli altri provo un profondo, inutile disprezzo. Se non sapete stare al cinema restate a casa. Hanno inventato Sky e la Playstation anche per voi, c'è internet, ci sono le droghe, ci sono i giochi con le carte. Trovate il modo che preferite per passare il tempo e divertirvi e non rompete le palle al prossimo.

Poi però mi viene un senso di colpa e mi sembra di rivedere mio nonno che si lamentava perchè quella tale signora era entrata in chiesa con un abbigliamento non adeguato o quel tale aveva sbagliato i tempi della funzione. Ma in fondo cinema e chiesa hanno qualcosa in comune, sono luoghi di una rappresentazione in più atti, dove si va per trovare qualcosa che il mondo di fuori non sa offrire. Ognuno di noi ha diritto a elevare il suo spirito negi spazi e nelle forme che preferisce.
Amen.

4 commenti:

  1. Ahaha, m'hai fatto morì! :D
    A me è capitata proprio qualche giorno fa una visione in sala in quasi stato di grazia nello stesso cinema che hai citato tu, in cui non tornavo da tempo. Il film era The Help. Uniche compagne di sala, oltre a me e al mio accompagnatore, due ragazze, mie coetanee. Si è creata una strana complicità, all'inizio e alla fine del film. Durante la visione, il completo silenzio, non un movimento, non una risata. Credevo stupidamente fosse indifferenza, invece - lo avrei saputo dopo - era commozione. E' stato bello, per una volta, vedere qualcuno attaccare bottone in tutta spontaneità. Sarebbe bello se capitasse più spesso.

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  2. A me hanno rovinato due film molto attesi: "Drive" e "La talpa". Il primo aveva un commento ininterrotto di una specie di Gialappa's band alle mie spalle; il secondo, anche più difficile da seguire per il suo intreccio non lineare, è un film di lunghi silenzi. Per il ruolo Gary Oldman è stato candidato all'Oscar ma evidentemente deve avere irritato i ragazzini al mio fianco il fatto che il suo personaggio parlasse così poco e hanno cercato di rimediare a modo loro.

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  3. Penso che potrei anche uccidere in questi casi :D
    A proposito di multiplex infame, dimenticavo di aggiungere le sgraziate urla con accento romanesco ripetute da uno degli addetti all'indirizzo della sala ormai vuota dopo l'ultimo spettacolo per sincerarsi di non chiudere dentro qualche ritardatario (per la serie, scordati di rimanere seduto a leggere i titoli di coda o a riprenderti un attimo prima di tornare alla realtà). Per non parlare poi del rumore dei catenacci con cui ha infine sprangato le porte... 'Na poesia! :)

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  4. ...non ricordo l'ultima volta che non ho dovuto zittire qualcuno. Anzi, l'ultima volta sono quasi arrivato allo scontro fisico (signore cinquantenni e mariti in obbligo di commentare ad alta voce il proprio disappunto per il film).

    E' una crociata ma penso anche che se io sono l'unico a provare fastidio, quello sbagliato devo essere io. E' per ME che hanno creato sky, il file sharing e la play, non per loro....

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